A.N.G.E.V.- (Associazione Nazionale Guardie Ecologiche Volontarie) - Sede Operativa
- Associazione Nazionale Guardie Ecologiche Volontarie - O.D.V. (Organizzazione di Volontariato), ai sensi del D.Lgs. 105/2018 e smi e del D.Lgs. 117/2017 e smi.
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Gli ecosistemi sani non esistono in isolamento: prosperano solo quando sono attive le connessioni ecologiche — corridoi biologici, habitat collegati e paesaggi che permettono alle specie di spostarsi, adattarsi e fiorire.
Queste connessioni spesso superano i confini di ogni singola Area Protetta. Per nutrire la natura, dobbiamo pensare oltre le frontiere, ripristinare i collegamenti, costruire reti ecologiche e creare partnership che uniscano persone, comunità e natura.
Per questo la giornata dei parchi del 2026 ha come slogan "Uniti dalla natura".
La Giornata europea dei parchi, che si celebra il 24 maggio, è una giornata commemorativa dedicata alle aree protette in tutta Europa, istituita nel 1999 dalla Federazione EUROPARC.
Gli insetti impollinatori svolgono funzioni ecologiche vitali che sostengono la biodiversità globale, la sicurezza alimentare e l'equilibrio degli ecosistemi. Circa il 90% delle piante selvatiche a fiore nel mondo dipende dal trasporto del polline effettuato dagli insetti per potersi riprodurre. Si stima che il 75% delle principali colture agrarie mondiali (tra cui ortaggi, frutta, frutta a guscio e foraggio) tragga beneficio dall'attività degli insetti. Infine, concorrono indirettamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, supportando la salute degli ecosistemi forestali e naturali, fondamentali per l’assorbimento della CO2.
Lo stato delle popolazioni nel nostro Paese è considerato critico, riflettendo il trend negativo che sta colpendo l'intero continente europeo. In Italia, la situazione è allarmante:
Specie a rischio: circa il22% delle151 specie di api native valutate è minacciato di estinzione.
Cause principali: il declino è causato principalmente dalla frammentazione degli habitat, dall'agricoltura intensiva, dall'uso massiccio di pesticidi e dalla pressione crescente dei cambiamenti climatici.
Dipendiamo tutti dagli impollinatori ed è quindi fondamentale monitorarne il declino e arrestare la perdita di biodiversità.
Per accrescere la consapevolezza su queste minacce, l'ONU ha istituito la Giornata Mondiale delle Api. Il tema di quest'anno, "Siate uniti per le persone e per il pianeta", celebra la storica collaborazione tra uomo e api, promuovendo pratiche di apicoltura innovative e sostenibili che supportino l'ambiente e il sostentamento delle comunità.
ISPRA dal 2015, all’interno dell’Annuario dei Dati Ambientali, cura la pubblicazione e l’aggiornamento dell'indicatore “Moria di api dovuta a uso di fitosanitari”. Le analisi condotte nell'ultimo decennio rivelano un uso spesso improprio dei fitosanitari. Anche nel 2024, i piretroidi — utilizzati sia in agricoltura sia nelle disinfestazioni urbane contro le zanzare — risultano tra le sostanze più rinvenute nei campioni.
Da almeno due decenni l’ISPRA è impegnata in iniziative e progetti di monitoraggio dell’ambiente e delle popolazioni di impollinatori, incluse le api da miele. Attualmente tra i progetti in corso ricordiamo:
“Apincittà”: Un'indagine condotta in collaborazione con il CUFAA (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri) per monitorare lo stato delle api e della flora di interesse apistico nei contesti urbani.
Progetto VeBS: Focalizzato sul "buon uso degli spazi verdi e blu", questo progetto promuove la salute e il benessere umano attraverso la salvaguardia dei servizi ecosistemici, con particolare attenzione all'impollinazione svolta dagli apoidei.
PolliNetwork: Un progetto che punta ad aumentare le superfici degli habitat favorevoli agli impollinatori. Il progetto si basa sul coinvolgimento diretto di stakeholder chiave per l'elaborazione e l'attuazione di strategie concrete di conservazione.
Dal locale al globale: rigenerare gli ecosistemi per proteggere biodiversità, clima e qualità della vita
L’Italia dispone di un patrimonio faunistico tra i più ricchi in Europa: circa 1/3 delle specie animali europee è presente in Italia. La fauna offre un importante contributo, in termini di ricchezza e complessità, alla biodiversità. Tuttavia, lo stato della biodiversità faunistica italiana, se da un lato negli ultimi decenni ha assistito all’incremento numerico e all’espansione di areale di molte specie di vertebrati, dall’altro vede una parte rilevante ancora minacciata. La fauna italiana è stimata in oltre 58.000 specie e il numero totale arriva a circa 60.000 taxa se si considerano anche le sottospecie. Delle 672 specie di vertebrati italiani (576 terrestri e 96 marine), 6 sono estinte in Italia e 161 sono minacciate di estinzione (pari al 28% delle specie valutate). Anche la flora nazionale è di grande rilievo per ricchezza di specie e sottospecie; il 20,65 % delle 8.241 entità della flora vascolare italiana è endemica, cioè esclusiva del nostro territorio, e di queste, 1.128 sono anche esclusive regionali, cioè con areale ristretto a una sola regione.
Il 22 maggio è la Giornata mondiale della Biodiversità, indetta dalle Nazioni Unite per celebrare gli ecosistemi sul nostro Pianeta. Il Tema ufficiale di quest’anno è "Acting locally for global impact" (Agire a livello locale per un impatto globale).
Il Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal, l’accordo internazionale adottato nel dicembre 2022 durante la COP15, rappresenta il piano d'azione globale per fermare e invertire la perdita di biodiversità e comprende 4 obiettivi globali per il 2050 (Conservazione, Uso Sostenibile, Equità, Finanziamenti) e 23 traguardi operativi da raggiungere entro il 2030. Il cuore dell'accordo è il traguardo 30x30; entro il 2030, i Paesi firmatari si sono impegnati a proteggere e conservare in modo efficace almeno il 30% delle terre emerse e delle acque interne, a proteggere almeno il 30% delle aree marine e costiere e a ripristinare almeno il 30% degli ecosistemi degradati.
Quest'anno la celebrazione ha un peso particolare; siamo nel 2026, il che significa che siamo esattamente a metà strada tra l'adozione del Quadro Globale di Kunming-Montréal (2022) e la scadenza dei traguardi fissati per il 2030.
Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “La tutela della biodiversità si gioca innanzitutto nei territori, come ci suggerisce il tema ufficiale di quest’anno, attraverso azioni concrete di rigenerazione degli ecosistemi.I dati scientifici ci consegnano un equilibrio fragile e ci mostrano una sfida importante ma che è ancora possibile affrontare, se saremo capaci di agire con visione, competenza e continuità, tutelando il capitale naturale da cui dipende il nostro benessere. Parola d’ordine: rigenerare. Solo così, attraverso soluzioni basate sulla natura, che contribuiranno anche agli sforzi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, sarà possibile proteggere questo immenso patrimonio e mantenere una qualità di vita alta per tutti. In questa direzione ISPRA e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente sono fortemente impegnati nel supportare politiche, conoscenze scientifiche e azioni concrete per il recupero degli ecosistemi, accompagnando il percorso indicato dall’Unione Europea e dal Green Deal verso gli obiettivi di sostenibilità al 2030 e al 2050.”
Cosa fa ISPRA: Il Progetto PNRR DigitAP
L’Istituto porta avanti delle linee di attività che hanno come obiettivo la conservazione della biodiversità, attraverso un continuo confronto con la comunità scientifica per la produzione e scambio di dati attendibili, verificabili e pubblici, e un costante dialogo anche con gli enti centrali e territoriali (regioni, province autonome, parchi) per comprendere meglio gli specifici contesti, per fornire il migliore supporto alle scelte dei decisori.
Tra queste attività, nell’ambito dell’attuazione del PNRR, c’è il Progetto DigitAP di cui è titolare il Ministero dell’Ambiente e della Transizione Energetica e di cui ISPRA è coordinatore tecnico scientifico. Il progetto ha come obiettivo la creazione di una rete di monitoraggio della biodiversità nelle aree protette e punta a mettere l’innovazione digitale e la tecnologia al servizio della conservazione della natura con interventi specifici, la formazione e l’aggiornamento del personale tecnico delle Aree Protette, per rendere queste innovazioni durature e radicate nei territori. Uno specifico intervento, condotto direttamente da ISPRA, è dedicato allo sviluppo di indicatori per la valutazione degli effetti delle anomalie climatiche sui sistemi naturali.
Tortore dal collare (Streptopelia decaocto) fra i Girasoli
Si è svolto il 22 maggio 2024 l’evento di apertura degli Stati generali per un utilizzo razionale delle energie rinnovabili e contro l’eolico e il fotovoltaico a terra, promosso dalle associazioni ambientaliste facenti parte della #CoalizioneArt9.
Per il GrIG ha preso la parola il Socio romano Fabrizio Quaranta, ricercatore, con un intervento che ha riscosso forte consenso.
Siamo ormai più di 6.500 ad aver aderito, forza e coraggio!
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
Gli Stati generali contro l’eolico e il fotovoltaico a terra fanno il pieno di adesioni:“Non si può salvare il Pianeta danneggiando il Paesaggio e la Biodiversità”
Hanno avuto avvio il 22 maggio 2024 gli Stati Generali contro l’eolico ed il fotovoltaico a terra promossi dalle associazioni ambientaliste che fanno parte di #CoalizioneArt9. L’iniziativa ha avuto pieno successo considerando che, in appena 20 giorni sono state raccolte quasi 500 adesioni, di cui 90 tra sindaci e amministratori locali e 120 tra Comitati, Associazioni culturali, imprenditoriali e Aziende agricole.
Nel corso della mattinata, alla presenza di oltre 250 delegati, sono intervenuti sindaci e amministratori locali della Tuscia, del Beneventano, del Foggiano, del Salento, della Sicilia con la provincia di Trapani in prima linea, della Sardegna, aggredita dSia ogni parte da gigantesche pale eoliche e da campi sterminati di pannelli solari, della Basilicata con tanti comuni che subiscono ormai il secondo assalto ai loro crinali, della Campania con l’Irpinia e il Beneventano, della Calabria con la provincia di Catanzaro e l’eolico off-shore, dell’Abbruzzo e del Molise, già coinvolto nei decenni passati e ora minacciato da ulteriore sviluppo di grandi impianti, della Tuscia, dell’Umbria e delle Marche, della Basilicata e, infine, dell’Appennino tosco emiliano con il Mugello, la Valmarecchia e Montefeltro.
Appennino Umbro-Marchigiano, Monte dei Sospiri dopo la realizzazione della locale centrale eolica (2016)
Tutti gli intervenuti agli Stati Generali hanno concordato che, anche approfittando della campagna elettorale per le elezioni europee, sia giunto il momento di richiedere ai partiti una profonda revisione delle politiche per le fonti rinnovabili, abbandonando i progetti di espansione sul territorio degli impianti eolici e fotovoltaici a terra in assenza di qualsiasi pianificazione. “Non si può salvare il Pianeta danneggiando il Paesaggio e la Biodiversità”. Questa la rivendicazione dei territori e le comunità aggredite, che denunciano i gravi danni economici, sociali e ambientali causati dalle speculazioni dei rinnovabilisti.
centrale eolica a mare
Pertanto, sono state ribadite le richieste:
1) che i pannelli fotovoltaici debbano essere installati solo sulle superfici edificate, sulle aree degradate o nelle aree di bonifica, al di fuori dei centri storici;
2) che debba essere cancellata ogni forma di incentivo e bandita ogni forma di speculazione a spese delle comunità locali;
3) che gli impianti energetici da fonti rinnovabili possano essere insediati solo ed esclusivamente nelle Aree Idonee definite dalle Regioni, in base a linee guida, senza produrre ulteriore consumo di suolo;
4) che nelle more dell’individuazione delle aree idonee si sospendano nuovi insediamenti;
5) che vengano abrogate le norme che consentono gli espropri di terreni agricoli per la realizzazione di progetti di rinnovabili.
Segreteria Stati Generali contro l’eolico e il fotovoltaico a terra
La Coalizione Articolo 9 è formata da numerose associazioni nazionali e comitati territoriali, in questa occasione da Italia Nostra, Amici della Terra, Mountain Wilderness, Ente Nazionale Protezione Animali, ProNatura, AssoTuscania, Altura, l’Altritalia Ambiente, Crinali Bene Comune, Rete Resistenza dei Crinali, Associazione Italiana Wilderness AIW, Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, LIPU Puglia e Basilicata, Centro Parchi Internazionale, Salviamo il Paesaggio, GRIG – Gruppo Intervento Giuridico, Comitato per la Bellezza, Comitato per il Paesaggio, Emergenze Cultura e Appennino Sostenibile.
Questa iniziativa intende aggregare e far convergere le innumerevoli proteste contro oltre 20 anni di aggressioni di eolico e fotovoltaico ai territori italiani in un unico Manifesto per gli "Stati Generali delle Aree Interne contro eolico e fotovoltaico a terra":